Sul retro della gran mole del palazzo della Banca d’Italia, nel cuore della Cortesella, un tempo sorgeva la chiesa di San Nazaro che si affacciava su di un timido slargo, noto come “la Piazzetta”, sito tra via Muralto, via Vitani e lo “Strecchione di S. Nazaro”, oggi scomparso.
Quest’ultimo era un oscuro e tortuoso percorso, più tardi chiamato “Vicolo del Macello Vecchio”, che iniziava da un portone arcuato su via Muralto, dopo di che quasi si sprofondava in un buio sottoportico, lungo qualche metro, si usciva alla scarsa luce rasentando alcuni edifici.

La chiesa di San Nazaro
La perdita più grave della Cortesella fu quella della chiesa dei Santi Nazaro e Celso, già nominata nel 1254.


La mappa a sinistra è un dettaglio di Como intorno al 1850 – notare il profilo curvo del quartiere Cortesella che porta alcuni a suggerire che sia stato costruito attorno a un’antica arena romana. Piazza Cavour in quel periodo era ancora il porto di Como, fino al 1869.
La pianta a destra mostra il piano di rinnovamento del 1938. Il contorno nero identifica le facciate originali da mantenere, mentre il rosso delinea le nuove costruzioni, come per esempio la Banca d’Italia sovrapposta alla Chiesa di San Nazaro.



La chiesa di San Nazaro fu distrutta ma i suoi arredi interni furono riutilizzati nella chiesa moderna edificata nella periferia di Lora proprio nel 1938, la Chiesa dei Santi Simone, Giuda e Andrea. Presumibilmente furono trasferiti anche la scheggia della croce e il dente di Sant’Andrea che erano conservati alla Cortesella.
La memoria del quartiere

Solo negli anni Novanta, dopo quasi 65 anni dalla sua distruzione, si pensò di creare un’opera per ricordare ciò che era un tempo la Curtesela e che molti iniziavano a dimenticare. Si chiese così a un artista di creare qualcosa che rimanesse come memento: la scelta cadde su Nino Lupica, professore di pittura dell’Accademia “Aldo Galli” di Como.

Nel 2002 Lupica consegnò la sua opera in ceramica, creata cuocendo due volte ciascun tassello, la quale richiama gli affreschi della chiesa pre-esistente. Nella parte centrale ci sono due figure dei Santi Nazaro e Celso (ai quali era dedicata la chiesa demolita), mentre in basso si riconosce in verde il Patrono della città: Sant’Abbondio.

Molti altri sono i richiami storici e architettonici riferiti alla Curtesela, come ad esempio i ritrovamenti romani tra cui l’anfiteatro che si crede si trovasse proprio nella zona della chiesa, e la rappresentazione del quartiere prima della sua demolizione.
Il macello della Cortesella

Siamo in Piazza Perretta (qui l’articolo), il fotografo Piero Vasconi documenta una forte esondazione del Lago di Como, nel 1928.
Sulla destra della fotografia notiamo l’entrata rialzata del macello vecchio che si trovava dove oggi è posizionato il palazzo della Banca d’Italia, il tutto sparito dopo la demolizione e rinnovamento del quartiere della Cortesella.

Dal confronto sottostante è possibile vedere il radicale cambiamento tra il portico d’ingresso del macello vecchio e lo stile architettonico che contrassegnava la stratificazione storica della Cortesella, e il grande palazzo che prese il posto di tutto questo.


Fonti
- Luoghi del Lario e oltre…
- The Como Companion
- Foto Vasconi
- Il Faggio sul Lago
- La memoria di un quartiere, La Cortesella di Como, a cura di Guido Scaramellini, Associazione “La Curtesèla”, Como 2004
- La Cortesella, vita e morte di un quartiere di Como, Enzo Pifferi, Antonio Marino, Editrice E.P.I., 1977
